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Gran Premio di F1 – 14 settembre 1980

by Barbara Costa
6 giugno 2016
Categoria:   Imola

Imola e il suo tracciato avevano già ospitato due gran premi di Formula 1, nel 1963 e nel 1979, non validi per il titolo mondiale. La prima gara valida per il Gran Premio d’Italia e per il campionato mondiale di Formula 1, a non disputarsi sull’Autodromo Nazionale di Monza fu il 14 settembre 1980 a Imola.Gen-agenzia-immobiliare-imola

Il giornalista del “Il Resto del Carlino” Franco Vanni scrive in quei giorni:

“L’esercito interminabile di invasori, spesso grossolanamente provinciali, non finiva più di passare. Le auto erano dappertutto, nessuna legge le fermava, dove prima c’era un marciapiede o un pezzo di cortile, o un frutteto, o una casa, adesso c’erano solo macchine, parcheggiate una addosso all’altra, in salita, in discesa, da ogni lato, ferme o in bilico sull’orlo dei fossi e persino fra i sacri canneti del Santerno. La gente scendeva dalle auto e marciava verso l’autodromo come se ne sentisse l’odore, senza dubbi, senza incertezze, era gente di tutti i giorni, giovani, vecchi, bambini, donne, mamma le donne…..” e ancora ”….. la nuova Imola, quella di domani non sarà mai più Iomla, è entrata nel giro dei luoghi famosi… non più belli o più brutti, ma diversi, splendenti della forza, della aggressività e dei colori della formula, non più privati, ma pubblici, posseduti per sempre e in tutto il mondo dall’amore senza confini dei fanatici di <e mutor>”.

In quella domenica si correva il Gran Premio d’Italia di F1, si parlava di 10 km di fila al casello dell’autostrada già dal venerdì, una processione di persone in una piccola cittadina non preparata come parcheggi e viabilità, carroattrezzi pronti a rimuovGen-agenzia-immobiliare-imolaere i veicoli in sosta ovunque. Negozi aperti fino alle 21 e alimentari, panifici, negozi di autoaccessori aperti anche la domenica, anche i distributori erano stati autorizzati a rimanere aperti dalle 7 alle 22.

Durante le prove in un pauroso incidente della Ferrari di Jody Scheckter, la T5 ne è uscita senza le ruote, ridotta della metà, mentre il suo pilota ne è uscito illeso, ma con l’idea di ritirarsi a Montecarlo dopo aver visto la morte in faccia. “E’ stato un mio errore” dichiara, bianco in viso e a testa bassa camminando verso i box “forse le gomme erano ancora fredde” “si, faccio proprio bene a smettere”.

Al sabato arriva anche Bernie Ecclestone, atterra in elicottero nell’eliporto perché non gli fu permesso atterrare nel prato vicino al circuito. Appena visto l’impianto ha esclamato “Quanto è bello, incredibile, siete riusciti a compiere un Gen-agenzia-immobiliare-imolavero miracolo. Signor presidente Jovi proprio non credevo ad un impianto del genere”…. “così hanno preso atto dell’importanza del nuovo impianto, definito all’unisono il più bello e il più moderno d’Europa. Una consolazione per gli organizzatori emiliano-romagnoli che hanno profuso nell’opera il loro entusiasmo e una barca di quattrini (oltre due miliardi)”.

Ma veniamo alla nostra domenica, scrive ancora Sergio Sangiorgi su Il Resto del Carlino:

Un vincitore solo: Nelson Piquet, il brasiliano su Brabham Parmalat che ha distanziato di trenta secondi scarsi l’australiano Alan Jones su Saudia Leuland …. Il tutto di fronte a quasi 150.000 mila persone…. Niente da fare per Giacomelli, uno dei favoriti, …. un bel sogno andato in fumo per uno spettacolare incidente capitato ad un’altra grande firma dell’automobilismo mondiale: Gilles Villeneuve. Il pilota è andato a fondo appena al sesto giro, con la sua Ferrari allorché stava per affrontare la curva delle Tosa ad una velocità di circa 260 all’ora. La vettura è sembrata disintegrarsi d’un tratto, il pilota ne usciva pressoché incolume. Poco prima si era ritirato Brambilla ….. a questo punto la corsa era finita …. Vince un giovane pilota nato a Rio de Janeiro di 28 anni”.

Ma il vero vincitore non è stato un pilota o una macchina, ma una città la mia Imola…” Adesso non sarà più Iomla”, titola la stampa locale e non solo “Duecentomila hanno consacrato Imola e la sua Formula Uno” “Imola e la Formula 1: ecco la grande giornatGen-agenzia-immobiliare-imolaa”, “Imola vale un mondiale” e ancora “dieci e lode al Dino Ferrari che ha superato brillantemente l’esame, Ecclestone ha promesso: Torneremo” … “Tra bisticci e polemiche la definitiva consacrazione del “Dino Ferrari” ha vinto Imola”.

E ancora titolano e scrivono i giornali dell’epoca “dopo l’orgia di motori e di pubblico la città è destinata a cambiare < adesso non sarà più Iomla >, la città ha resistito bene ma la sua fisionomia è cambiata per sempre. Era una città sorniona e civile un grosso borgo con una bella rocca, le strade pulite, il vecchio centro senza pretese ma dignitoso, i frutteti, il vino, il cielo terso e i temporali vistosi nell’oziosa primavera. Non dava nell’occhio, poca cronaca nera, le beghe politiche assorbite fra  l’antico palazzo del municipio e il più vicino caffè. Rossa, rossa, ma non si vede < Iomla > in dialetto (che è la lingua dei poveri, ma anche dei pigri) con la “o” anticipata sulla “m” per fare meno fatica”….. e ancora scrive Franco Vanni …. “ E’ chiaro che quando una vettura di F1 corre sul circuito si sente perfettamente dalla parte opposta della città. Per ciò penso che le prove dei giorni scorsi abbiano scosso il cuore a molti. Ma la realtà è venuta fuori in questi tre giorni, quando Imola si è vista in TV a colori e si è scoperta diversa, con il trucco pesante ed acceso, viva, esuberante e satura di provocazioni sotto il cielo già velato di una sottile noia autunnale…..”.

Si ringrazia: “Il Resto del Carlino”, “Sabato sera”, “Il Nuovo Diario” e la Biblioteca Comunale di Imola

 

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