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Un viaggio a Imola – Caterina Sforza

by Barbara Costa
11 aprile 2016
Categoria:   Imola

 

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La storia che vorrei raccontare oggi è quella di un viaggio, un viaggio verso Imola. Siamo nel 1477 e precisamente è il 24 aprile, Caterina Sforza allora quattordicenne e già sposata con Girolamo Riario, parte da Milano per raggiungere il marito a Roma.

Caterina parte di prima mattina con il pianto nel cuore per la recente perdita del padre che amava e stimava profondamente, la leggenda narra che Caterina nascose la spada del padre, avvolta in una cappa di velluto, in uno dei tanti bauli, sarà la compagna di tante sue battaglie.

I viaggi di allora erano pericolosi e lunghi, venivano preparati nei minimi dettagli, si viaggiava a cavallo, su muli e asini e anche a piedi, la delegazione che accompagna Caterina è composta da 40 gentiluomini di corte, dal vescovo di Cesena e da oltre 100 cavalieri di Imola inviati dal marito a Milano per accompagnare Caterina nel suo viaggio.

La carovana avanza verso la via Emilia con soste a Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna ove i Bentivoglio accolgono Caterina con cordialità, cortesia, entusiasmo e festeggiamenti.

Ultima sosta a Castel San Pietro prima di raggiungere Imola, nel pomeriggio inoltrato infatti il corteo riparte per fermarsi ad un miglio da Imola, come si è soliti al tempo, per il cambio d’abito, pettinarsi ed indossare i gioielli. Caterina, a cavallo, indossa una giubba di broccato d’oro morello, una mantellina di raso morello con maniche di raso nero e una collana di perle.

Caterina Sforza entra a Imola la sera del primo maggio e si racconta che la strada principale sia piena di gente che si accalca ed esulta al suo passaggio. Si lanciano petali di rosa dalle finestre. Gli imolesi si inchinano al suo passaggio. Ogni tanto si ferma per ascoltare canti o poesie e per salutare la folla. Gli imolesi sono vestiti a festa, alle finestre stendardi, tappeti e ghirlande, Caterina è acclamata dalla folla, non si risparmierà nei saluti e nelle strette di mano alle dame e ai contadini, ai galantuomini e alla gente comune.

L’impressione che ha Caterina entrando a Imola è quella di una cittadina piccola, con case basse e umili, abitazioni fatte di tufo e paglia, le strade prive di lastricato. Rimane invece affascinata dalla Rocca e da Palazzo Riario, benchè quest’ultimo sarà ristrutturato su commissione dei Riario solo nel 1480 ad opera di Giorgio Fiorentino e creando nella nostra Imola la prima piazza rinascimentale d’Italia.

Caterina soggiorna a Palazzo Riario ove rimane colpita dagli arredi sfarzosi e di gusto, dal mobilio prezioso, dai tappeti e dalla tappezzeria damascata.

L’appartamento di Caterina ha una sala il cui soffitto è coperto di tessuto blu, tappezzerie alle pareti e una grande credenza con vasellame d’oro e d’argento, il soggiorno ha il soffitto in damasco bianco ornato di broccato d’oro, tappeti e seggioloni in velluto con cuscini.

La sera, per la cena, sono invitati gli anziani ed illustri cittadini di Imola, saranno una cinquantina, la tavola riccamente imbandita, la conversazione piacevole e moderata fino a quando Caterina stanca, chiederà ai propri ospiti il permesso di poter andare a dormire.

Caterina è incuriosita e stupita dai balli degli imolesi, eleganti e buffi allo stesso tempo, richiamano la sua curiosità e attenzione.

Nei giorni di mercato, la città è piena di contadini, gli imolesi ne approfittano per portare alla loro Signora doni e scambiare quattro chiacchiere. Caterina è lieta di incontrare i suoi cittadini, scambia saluti e porge la mano da baciare.

E’ il 13 maggio quando Caterina e la sua corte lasciano Imola per proseguire nel viaggio,  ella ha conquistato le simpatie degli imolesi .

Da:

  • “Caterina e le altre storie” di Aureliano Bassani – Galeati Editrice 1979
  • “Caterina Sforza Leonessa di Romagna” di Marco Viroli – Società Editrice “il ponte vecchio” ed. 2008
  • “La spada di Caterina Sforza” di Huguette Girauds – L’autore libri Firenze ed. 2006
  • “Caterina Sforza” di Angelo Braschi – Cappelli ed. 2000
  • “Dal Palazzo della Signoria al Palazzo Sersanti” di Vittorio Fiorentini – Editrice La Mandragora 2002

 

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2 thoughts on “Un viaggio a Imola – Caterina Sforza

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